L’irish whiskey conquista l’Europa
Un distillato su tre esportato dall’UE è irish.
Grecia e Italia trainano la crescita, la Germania resta il mercato di riferimento. E l’Irish cream sfonda in Francia
C’è un dato che, più di ogni altro, racconta lo stato di salute dell’industria del whiskey irlandese: un terzo di tutti i distillati esportati dall’Unione Europea porta l’etichetta “Irish”. Non un dettaglio da addetti ai lavori, ma la fotografia di un settore che negli ultimi quattro anni ha saputo trasformare la propria tradizione secolare in una macchina da esportazione capace di crescere anche nei mercati più insospettabili.
A snocciolare i numeri è stata la Irish Whiskey Association (IWA), che il 16 luglio ha scelto la cornice di Galway per presentare i dati aggiornati sul comparto. L’occasione non era casuale: l’evento ha infatti coinciso con le celebrazioni per la presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione Europea, un palcoscenico perfetto per mettere in mostra l’eccellenza distillatoria del Paese davanti a un pubblico internazionale.

La crescita silenziosa di Grecia e Italia
Se la Germania resta saldamente il primo mercato UE per il whiskey irlandese – seguita da Polonia e Francia, con i tre Paesi, che insieme valgono 97,2 milioni di euro , sono le performance dei mercati “emergenti” a far drizzare le antenne agli osservatori del settore.
Nel periodo 2021-2025 i volumi di whiskey irlandese sono letteralmente esplosi in Grecia, con un +88%, e in Italia, dove la crescita si è fermata comunque a un notevole +68%. Numeri che, sommati, spiegano quel +21,5% complessivo registrato dalle esportazioni verso l’UE negli ultimi quattro anni. Non va dimenticata la Bulgaria, dove il valore delle vendite è salito del 54% nello stesso arco temporale.
Sono cifre che raccontano un cambiamento di gusto nei consumatori del Sud e dell’Est Europa, sempre più attratti da un prodotto che fino a pochi anni fa veniva percepito come di nicchia rispetto ai distillati scozzesi.
Non solo whiskey: l’Irish cream fa il pieno
Il whiskey, va detto, resta il vero motore dell’export: rappresenta il 45% del totale delle esportazioni di distillati irlandesi. Ma la IWA segnala come anche le altre categorie del comparto stiano dando segnali incoraggianti. L’Irish cream, in particolare, ha messo a segno una crescita a doppia cifra nel solo 2025 sia in Francia (+32%) che in Germania (+19%), confermando come gli spirits”made in Ireland” stiano allargando il proprio raggio d’azione ben oltre il whiskey puro.
Un settore che guarda avanti
I dati presentati a Galway arrivano in un momento strategico: con l’Irlanda alla guida del Consiglio UE, il settore ha trovato una vetrina istituzionale ideale per consolidare la propria narrativa di crescita. Resta da vedere se il trend proseguirà anche nei prossimi anni, ma i numeri di questi ultimi quattro esercizi lasciano pochi dubbi: il whiskey irlandese non è più solo tradizione, è diventato un vero e proprio caso di successo dell’export europeo.
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